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Fotovoltaico, Italia leader mondiale nel 2012

Dal 2012 l’Italia sarà il primo Paese al mondo per potenza fotovoltaica installata. Questo è quanto emerge dai dati dell’Associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia), secondo la quale, inoltre, il nostro Paese sarà anche il primo a raggiungere la grid parity, ovvero il momento in cui avrà lo stesso costo produrre il medesimo quantitativo di energia elettrica da fonte fossile e da fonte solare, già nel 2013.
Dati e previsioni sono condivisi anche dal Gestore dei servizi energetici: l’Italia supera ormai i 10mila megawatt di potenza fotovoltaica installata su tutto il territorio nazionale, con oltre 270mila impianti, 26mila dei quali entrati in esercizio con il Quarto conto energia, in vigore solo dallo scorso giugno. Un’ulteriore conferma di come il fotovoltaico italiano sia cresciuto a tassi record negli ultimi anni, tuttavia attestandosi sempre alle spalle della Germania, da oltre un decennio leader del mercato mondiale. Ora però, con una potenza installata nel 2011 tre volte superiore a quella realizzata sul territorio tedesco e pari a 4.700 MW, l’Italia dovrebbe raggiungere i 12mila MW, per un numero d’impianti intorno ai 350mila entro la fine dell’anno, effettuando lo storico sorpasso. È evidente insomma che, pur tra luci ed ombre, il mercato fotovoltaico ha potenzialità di sviluppo e può essere il settore trainante della nostra green economy.
I dati alla base di quest’analisi sono stati diffusi al PV Rome Mediterranean, durante un convegno organizzato dal Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, nell’ambito di ZeroEmission Rome, manifestazione dedicata alle energie rinnovabili, sostenibilità ambientale, lotta ai cambiamenti climatici ed emission trading che si è svolta nella capitale. Durante il convegno, inoltre, è emerso che lo sviluppo del fotovoltaico italiano proseguirà con buoni tassi di crescita anche nei prossimi anni: il volume di installazioni fotovoltaiche raggiungerà, infatti, nel 2012 e nel 2013 rispettivamente i 2,7 e 2,6 GW. «Dati importanti, certamente inferiori alle performance del mercato negli ultimi due anni, ma che permettono di guardare al futuro con un certo ottimismo, nonostante i timori sulla tenuta del comparto dopo la sostanziale riduzione delle tariffe incentivanti introdotta dal Quarto conto energia», ha commentato Valerio Natalizia, presidente del Gifi.
E proprio gli effetti della nuova legislazione sono stati uno dei temi al centro dell’incontro. «Il nuovo sistema di incentivi provocherà una trasformazione del mercato rispetto a quanto avvenuto in passato: le nuove tariffe penalizzano le grandi installazioni, ma non è detto che il fotovoltaico debba e possa svilupparsi solo grazie a queste - ha spiegato Natalizia -. Si aprono infatti nuovi e promettenti scenari rappresentati in primo luogo dalla crescita degli impianti commerciali, quindi di media taglia realizzati sui tetti di strutture si lavorerà molto sul residenziale. La crescita di queste installazioni, inoltre, stimolerà l’innovazione tecnologica, per la necessità di trovare soluzioni che consentano l’integrazione dei sistemi sui tetti e nelle facciate degli edifici, campo nel quale i produttori di moduli italiani possono contare su un bagaglio di conoscenze e un gusto per l’estetica che i nostri competitor non hanno. Insomma, sebbene sia facile prevedere una certa selezione degli operatori, le opportunità per continuare a fare bene per le aziende».Il presidente del Gifi ha poi sottolineato il bilancio positivo del fotovoltaico per il sistema Italia. «Il settore nel giro di pochi anni ha dato un forte impulso alla creazione di nuovi posti di lavoro, circa 20mila addetti diretti, con un’età media dei lavoratori di 35 anni, e uno dei pochi che ha continuato a crescere anche in una situazione economica particolarmente difficile - ha proseguito il presidente del Gifi -. Altrettanto importante è il peso che il solare sta acquisendo nel mix energetico. Il fotovoltaico è oggi a tutti gli effetti una fonte primaria, se consideriamo che copre circa il 3% della domanda, quota che entro il 2012 arriverà al 6% e che rappresenta circa la metà rispetto a una fonte come il carbone. Un risultato ancora più straordinario se pensiamo che è stato ottenuto nel giro di pochi anni».
Cosa serve per continuare a crescere? «La stabilità normativa rappresenta uno dei fattori essenziali per proseguire su questo percorso virtuoso - ha spiegato Natalizia -. Abbiamo rilevato che dall’agosto del 2010 all’agosto del 2011 ci sono stati ben 6 interventi normativi che hanno modificato le regole del sistema e ciò sicuramente non favorisce gli investimenti e l’ingresso nel mercato di grandi gruppi industriali. Inoltre, riteniamo ormai indispensabile semplificare e omogeneizzare le procedure autorizzative. Infine, il potenziamento delle infrastrutture di trasmissione dell’energia e spingere sulla creazione delle reti intelligenti (le cosiddette smart grid) per la gestione ottimale dell’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Altro comparto, quest’ultimo, dove le imprese italiane possono avvantaggiarsi e diventare esportatori di know how e di tecnologie nel resto d’Europa».
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