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L’Oua: il new deal della giustizia

Un New deal della giustizia: l’Organismo Unitario dell’Avvocatura ha scelto un’analogia con la storia americana, per presentare i suoi quattro manifesti, che contengono le proposte concrete degli avvocati per salvare la giustizia italiana. Una presentazione in grande stile che ha coinvolto 100 città italiane e 100 uffici giudiziari nei quali il sei e il sette ottobre è stato illustrato, con sindaci, parlamentari e magistrati, il punto di vista dei legali sui temi caldi, primo tra tutti il previsto taglio degli uffici giudiziari cosiddetti minori. Una nuova geografia giudiziaria che - a parere del presidente dell’Oua Maurizio de Tilla - risponde soprattutto a criteri economici e non di efficienza.  «Non si può accettare una riforma - spiega Maurizio de Tilla - che segue esclusivamente una logica di spesa». La nuova geografia, così come disegnata dall’Esecutivo, va male anche nella sostanza. «Si tratta del taglio "spot" di 52 tribunali fatti in base alle pressioni e alla forza politica sul territorio.
La via giusta - prosegue il numero uno dell’Oua - è quella di riorganizzare la giustizia di prossimità. Non escludiamo l’accorpamento degli uffici Giudiziarie come estrema ratio, ma non si può procedere con l’accetta partendo dal taglio dei tribunali». Una tesi che - a parere di de Tilla - non si distanzia molto da quella espressa dal Capo dello Stato nel rispondere a una lettera inviata al Quirinale dal Presidente dell’Ordine di Sciacca. Secondo il presidente della repubblica Giorgio Napolitano è, infatti, necessaria una rimodulazione non traumatica dell’attuale geografia giudiziaria «che vede sparsi sul territorio uffici troppo piccoli per essere efficienti, ma alla cui soppressione si oppongono - insieme con insostenibili particolarismi - le ragioni delle comunità locali che in essi vedono un baluardo di sicurezza e legalità».
Il tema della nuova geografia dei tribunali interessa anche alla Cassa forense che chiede al ministro Nitto Palma un tavolo di confronto sull’argomento con tutti gli organi dell’Avvocatura. Ha dichiarato il presidente di Cassa Forense, Alberto Bagnoli: «Il mestiere degli avvocati è quello di difendere i cittadini ed è solo aprendo un dibattito con la categoria che il Governo può agire nell’interesse di tutti. I piccoli tribunali sono un presidio di democrazia e legalità, uno strumento in mano ai cittadini per far valere i propri diritti». La nuova mappa dei tribunali non è l’unico nodo da sciogliere: l’Organismo unitario dell’avvocatura trova tempo e modo anche per affrontare altri temi cari alla categoria. Primo fra tutte la riforma forense su cui si è espresso anche il vice presidente della commissione Bilancio del Partito democratico Luigi Lusi, ospite dell’Oua. «Questa maggioranza ha tirato per le lunghe il cammino della riforma dell’ordinamento - afferma Lusi - perché l’intenzione è di non ultimarla neppure in questa legislatura». De Tilla  invita a non farsi illusioni sull’integrità del testo così come approvato dal Senato: «Non possiamo pensare che il testo resti come è stato varato dal Senato, ci auguriamo però un cammino autonomo rispetto all’articolo 3 della manovra e il mantenimento dei capisaldi dello Statuto».
Nell’incontro romano si è parlato anche di difesa d’ufficio, per annunciare la vertenza fatta sui mancati pagamenti agli avvocati che assistono i non abbienti. 
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