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Tassi mutui alle stelle: colpa dello spread

Nuova impennata per i tassi d’interesse dei mutui. Tutta colpa dell’aumento dello spread fra i nostri Btp sui Bund tedeschi che raddoppia da 200 a 400. Numeri che si traducono in una vera mazzata per le famiglie italiane già costrette a fare i conti con un mercato che stringe sempre di più i rubinetti del credito.
E la spiegazione di un tale rialzo è semplice: dal mese di luglio a oggi le tensioni legate alle incertezze sul debito pubblico dell’Italia e di altri Paesi europei ha alzato il costo del denaro per le banche italiane, costrette a loro volta a dover aumentare i costi per la clientela, come per i mutui. Quindi anche se i tassi di base restano sì bassi, gli Euribor per i prestiti indicizzati sono stabili (e previsti in discesa) e gli Irs per le rate fisse sono vicini ai minimi di un anno fa, gli spread, invece, cioè i ricarichi che le banche applicano sugli interessi dei prestiti, sono in costante crescita negli ultimi tre mesi. Secondo una stima riportata dal Sole24Ore, ogni 0,10 punti percentuali di aumento strutturale dello spread tra Btp italiani e Bund tedeschi, ha l’effetto di «bruciare» il 2-3% dei profitti delle banche grandi e il 5% degli utili di quelle medio-piccole.
Se prima dell’estate lo spread medio per un mutuo era intorno all’ 1,50%, oggi ci sono istituti che prevedono spread anche oltre il 3%. L’aumento varia però fra le diverse banche. Il che non deve fare abbassare la guardia. Secondo La Stampa  i ritocchi cambiano a seconda dell’intermediario ma non sono quasi mai inferiori al punto percentuale. In alcuni casi si può salire fino a due punti. Il che significa che su un mutuo di 100 mila euro gli interessi possono aumentare tra i 600 e i 1200 l’anno, dipende dalla durata. In ogni caso un vero salasso per le famiglie. «Molte grandi banche sui mutui prima casa applicano ormai spread massimi fino al 3,50-3,60% contro il 2 di 6 mesi fa. Mentre i prestiti al consumo viaggiano a tassi tra il 9 e il 10%, collocando di fatto le offerte fuori mercato».
Secondo Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline nel breve vivremo ancora forti tensioni sul mercato dei capitali. Queste si rifletteranno sui costi che devono affrontare le banche e che poi si ritroveranno a pagare anche i clienti. «Si ridurrà il numero di banche disposte a offrire mutui a tassi appetibili e addirittura potrebbe scendere il numero delle banche che proporranno questo prodotto».
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